Elio Lamagna, my experience with IPF

I was a scuba diver of the Fire Department; for 36 years I operated both as a firefighter and as a scubadiver in charge of sea-rescue. Physical fitness is what the job calls for, so to be admitted at the training course the selection was very strict and just 50% of the pre-selected students would get their licence. Once at the Fire Station the training would go on daily at the pool or in the sea; once a year we were subject to a strict medical check-up to assess physical fitness.

In 2002 I retired from the Fire Dept. and I could devote more time to teaching scubadiving. This also required an annual physical checkup, which never reported any physical issues.

All was fine until October 2012 when I began with cough fits, which I initially neglected.

After the Christmas holidays I got back to swimming and I realised that there was something wrong with my health; after swimming only one pool length I was breathless (I would usually swim 3000 metres). I got out of the water, and sat on the side of the pool to re-establish normal breathing. I was dismayed and frightened, “what the hell is going on with me”. I thought it was just an accident that would never repeat itself, but this was not going to be the case. I was x-rayed and they found that my lungs were not in good shape. So I went through a long series of medical tests and eventually got to the diagnosis: idiopatic pulmonary fibrosis.

You don't know what it is all about but you realise that your life won't be no longer the same.

From belonging to an healthiest elite organisation to being hit by a rare disease is a leap which is not easy to accept.

But my previous experience has taught me one thing, which I'm sure will help me through it all: don't give up.

- Elio Lamagna -



La mia esperienza con la IPF.

Ero un sommozzatore dei vigili del fuoco; per 36 anni ho operato nel settore operativo antincendio e nel soccorso acquatico. Alla base del mio mestiere c'era la preparazione fisica, per cui la selezione per essere ammessi ai Corsi Sommozzatori era molto rigorosa  come estremamente duro era il corso di formazione. Alla fine del periodo addestrativo circa il 50% degli aspiranti riusciva a conseguire il sospirato brevetto.

Una volta inseriti nelle squadre di soccorso nei Comandi di appartenenza, quando non si era impegnati nell'attività d'istituto, ci si allenava giornalmente in piscina e in mare. Una volta all'anno si veniva inviati a Roma per essere sottoposti a una serie di visite mediche molto severe atte ad accertare l'idoneità al proseguimento dell'attività di sommozzatore.

Quando nel 2002 raggiunsi l'età della pensione mi dedicai completamente al mio mestiere di istruttore subacqueo, che negli anni precedenti causa impegni professionali, avevo esercitato solo saltuariamente. Per l'espletamento di tale attività la Regione Liguria richiedeva “esami medici di idoneità all'attività agonistica”, per cui anche da pensionato dovevo sottopormi a visite mediche annuali.

Tutto è filato liscio fino al 2012; verso ottobre una tosse insistente ha iniziato a perseguitarmi e, come spesso succede, si tende a trascurala. Poi durante le sessioni in palestra e durante il nuoto in piscina notavo che incominciava ad  insorgeva una situazione di dispnea, che con il passare delle settimane diventava sempre più frequente. A Gennaio del 2013, dopo la pausa natalizia, riprendevo gli allenamenti in piscina e qui ebbi l'impatto che ha cambiato la mia vita. Dopo i primi 50 metri di nuoto (normalmente nuotavo per 3.000 metri) mi sono trovato in una situazione di grande affanno, impossibilitato di ritornare da dove ero partito. Dovetti uscire velocemente dall'acqua e sedermi per normalizzare la respirazione; preso da sgomento, meraviglia e panico, continuavo a chiedermi "cosa diavolo sta succedendo?". Pensai che fosse un fatto estemporaneo, passata la tosse tutto sarebbe ritornato come prima. Non è stato affatto così; da un RX al torace mi informarono che si evidenziava uno stato di sofferenza dei polmoni. Poi  dagli esami clinici e quindi la dura prognosi: fibrosi polmonare idiopatica.

Non sai precisamente di cosa si tratta ma ti rendi conto che è una cosa seria. L'informazione non manca e nel giro di pochi giorni sai tutto quello che devi sapere e che era meglio non saperlo.

Ancora oggi fatico a rendermi conto di quello che mi è capitato: il retaggio di appartenere ad una elite selezionata ha lasciato il posto alla consapevolezza di avere una malattia rara. Difficile da accettare e ancora di più conviverci. Ma l'esperienza passata mi serve ancora oggi: mai mollare

- Elio Lamagna -